Tra l’elenco di azioni che definiscono il fenomeno del cyberbullismo vi è inserita l’ingiuria. Ma in sostanza come si configura? Sappiamo riconoscere questa tipologia di azione offensiva e di cybermolestia?
Inoltre, con un intervento legislativo questa tipologia di reato è stato declassato a illecito civile. Che fare?
La password è la croce di tutti i naviganti della rete. La molteplicità di account spesso ci porta ad usare password banali e fin troppo semplici che diventano vulnerabili a possibili cyber attacchi.
Ma esiste un metodo semplice per creare una password robusta ed efficace, facile da ricordare, che dia filo da torcere a possibili cyber molestatori?
La Password è l’elemento delle credenziali online che ci permette di accedere ai nostri account e navigare in siti e servizi della rete.
Spesso è difficile e noioso ricordare una Password e per questo se ne creano di poco efficaci. Un errore comune è quello di condividere la PASSWORD con altre persone, in alcune situazioni questo può diventare una facile via d’accesso al compimento di azioni cibernetiche penalmente rilevanti.
Effetto Streisand nasce da una nota vicenda dell’attrice da cui prende il nome a seguito del continuo tentativo di rimuovere un contenuto ritenuto lesivo per la privacy.
Da quel momento il termine viene usato per identificare quel fenomeno secondo cui più si tenta di rimuovere dalla rete un contenuto ritenuto offensivo più questo diventa oggetto di interesse per la rete fino a diventare virale.
Ma quale collegamento può esserci tra l’ Effetto Streisand ed il Cyberbullismo?
Il MEME nasce con l’intento di portare in internet una “freddura” divertente e facilmente condivisibile. Quelli più noti sono tratti da fermo immagini di serie televisive ai quali viene sovraimpresso un testo incongruente o ambiguo che fa immediatamente ridere.
Ma è possibile ridere di gusto quanto questa idea viene applicata in un contesto di messa in ridicolo della cybervittima?
Il mondo del digitale ha profondamente cambiato lo stile di vita di tutti creando personalità diverse che riprendono tanto il concetto di “Uno, Nessuno, Cento Mila” di Pirandello.
Questa nuova personalità si esprime con rappresentazioni grafiche che hanno profondamene cambiato la tipologia di comunicazione che in digitale usa abbreviazioni e simboli. Ma qual è stato uno tra i primi simboli introdotti in rete?
Ovviamente il conosciutissimo “like” che anche se introdotto con lo scopo di confermare l’approvazione su un determinato contenuto può diventare un’arma a doppio taglio nel contesto del fenomeno del cyber bullismo.
La Denuncia è uno strumento previsto nel codice di procedura penale con cui si porta a conoscenza l’Autorità Giudiziaria circa l’avvenimento di un fatto ritenuto reato e per il quale è necessario procedere penalmente.
Vediamo di capire quali sono le caratteristiche di questo atto e se ci sono dei soggetti obbligati per Legge a sporgere Denuncia in caso di presa conoscenza dell’informazione.
Oggi vi parlo di come preparare una richiesta di istanza di Ammonimento da inoltrare al Questore affinché intervenga nei confronti dell’attaccante per tentare di far cessare i comportamenti illeciti ai danni della vittima.
La legge 71/2017 per la prevenzione ed il contrasto al Cyberbullismo inserisce lo strumento amministrativo dell’Ammonimento del Questore quale punto di partenza per prevenire il degenerare del fenomeno del Cyberbullismo. Ma cosa si deve inserire nell’istanza per far si che l’attaccante sia ammonito?
Il Garante della Privacy attivandosi per quanto di sua competenza in materia di prevenzione e contrasto alla diffusione del cyberbullismo, ha inserito nel suo sito ufficiale una pagina web dedicata al tema mettendo a disposizione il modello di istanza/reclamo dedicato al blocco della diffusione dei contenuti caricati in rete e condivisi per umiliare e mettere in ridicolo i minorenni.
Il file è facilmente accessibile, viene proposto in versione “file di word” per agevolarne la compilazione.
L’istanza è quell’atto con cui si può chiedere al gestore di un sito internet di procedere a rimuovere, oscurare o bloccare la visione di tutti quei contenuti che sono stati postati in rete dal cyberbullo ai danni di una cybervittima.
Anche se la procedura appare molto semplice e i social media più utilizzati sono ormai quasi tutti improntati al contrasto ed alla prevenzione del fenomeno del cyber bullismo attraverso la divulgazione di campagne informative, regole e la creazione di pagine dedicate alle richieste di intervento per eliminare dal proprio sito i post denigratori.
Non è sempre facile ottenere la rimozione del contenuto primo che questo diventi virale.